La domanda di intelligenza artificiale mette a dura prova le reti elettriche europee, minacciando l’espansione dei data center

La rapida crescita dell’intelligenza artificiale sta creando una pressione senza precedenti sulle reti elettriche europee, mentre i data center corrono per connettersi e consumare enormi quantità di elettricità. Sebbene l’Europa possa generare energia sufficiente nel complesso, il fattore limitante non è più l’offerta, ma la capacità di spostare quell’energia in modo efficiente. Questo collo di bottiglia sta rallentando l’implementazione di nuovi data center, minando le ambizioni di trarre vantaggio dal boom dell’intelligenza artificiale e persino causando l’annullamento definitivo di alcuni progetti.

La crisi della connessione: un arretrato di 30 GW

National Grid, l’operatore per Inghilterra e Galles, segnala oltre 30 gigawatt (GW) di domanda proposta per data center attualmente bloccati in coda di connessione: circa due terzi del picco di utilizzo di elettricità della Gran Bretagna. Anche ammettendo che non tutti i progetti andranno avanti, le infrastrutture esistenti sono semplicemente insufficienti. L’arretrato è aumentato dal 2024, quando i data center sono stati classificati come “infrastrutture nazionali critiche”, innescando un’impennata delle applicazioni che ha triplicato le sue dimensioni.

La situazione non riguarda solo il Regno Unito. In tutta Europa, i progetti stanno fallendo perché l’accesso alla rete non è disponibile. Gli operatori di rete sono sottoposti a forti pressioni da parte dei governi affinché risolvano la congestione, ma le soluzioni richiedono aggiornamenti complessi, lenti e costosi.

Infrastruttura lenta, domanda veloce

La costruzione di nuove linee di trasmissione è l’ovvia soluzione a lungo termine, ma possono essere necessari dai sette ai quattordici anni a causa della pianificazione, degli ostacoli legali, dei problemi della catena di approvvigionamento e dei ritardi nella costruzione. Nel frattempo, la geografia dell’Europa presenta ulteriori sfide. La produzione di energia rinnovabile è fortemente concentrata in regioni come la Scozia e l’Inghilterra settentrionale, mentre la domanda, anche da parte dei data center, è concentrata nelle aree densamente popolate più a sud.

Dati questi vincoli, gli operatori di rete stanno sperimentando modi per massimizzare la capacità delle reti esistenti. Questi includono la sostituzione dei materiali nelle linee elettriche, il reindirizzamento dell’energia attorno ad aree congestionate e la regolazione dinamica del flusso di energia in base alle condizioni meteorologiche.

Come sfruttare maggiormente le linee esistenti

National Grid sta sperimentando il “dynamic line rating” (DLR), che utilizza sensori per regolare la trasmissione di energia in base alle condizioni meteorologiche in tempo reale. Le temperature più fredde consentono una maggiore produzione di energia senza superare i limiti di sicurezza. Secondo la società di ottimizzazione della rete Neara, fino al 75% della rete del Regno Unito potrebbe potenzialmente trasportare più energia con questo approccio.

Uno studio dell’UE suggerisce che le “tecnologie di potenziamento della rete” come DLR potrebbero aumentare la capacità complessiva della rete del 40%, ma la loro implementazione rimane lenta. Al momento, National Grid ha applicato il DLR solo a 275 km di linee, citando il rischio di blackout se spinto in modo troppo aggressivo.

Il fattore flessibilità: il potenziale vantaggio dell’IA

Una sfida fondamentale è che la domanda dei data center raggiunge i picchi durante le ondate di caldo, proprio quando la capacità della rete è più bassa. Tuttavia, i data center AI, a differenza delle strutture tradizionali, potrebbero avere una maggiore flessibilità nei carichi di lavoro. Se riescono a regolare il consumo durante i picchi di domanda o a dirottarli verso le batterie in loco, potrebbero avere la priorità per la connessione.

National Grid sta segnalando che la flessibilità sarà premiata. Gli impianti di intelligenza artificiale su vasta scala disposti ad adattare il proprio utilizzo dell’energia potrebbero ottenere un accesso più rapido alla rete. Tuttavia, le normative attuali impediscono agli operatori di rete di tenere formalmente conto di questa flessibilità nella pianificazione della connessione, creando un disallineamento tra politica e praticità.

La soluzione a lungo termine resta l’aggiornamento delle infrastrutture, ma le soluzioni a breve termine si stanno rivelando cruciali. National Grid stima di aver ampliato la capacità di 16 GW negli ultimi cinque anni attraverso una combinazione di tecnologie di potenziamento della rete e sostituzione delle linee più vecchie. Questo approccio patchwork fa guadagnare tempo, ma il problema di fondo – la discrepanza tra la rapida crescita della domanda di IA e il lento sviluppo delle infrastrutture – rimane una minaccia significativa per le ambizioni dell’Europa nella corsa all’IA.

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