La grande epidemia di morbillo nella Carolina del Sud si sta attenuando, con nuove infezioni settimanali che sono scese da un picco di 200 a gennaio a circa 10 oggi. Tuttavia, questo miglioramento non garantisce che lo Stato – o gli Stati Uniti nel loro insieme – eviteranno di perdere il suo status di “eliminazione del morbillo”.
La portata dell’epidemia
L’epidemia nella Carolina del Sud è la più grande degli ultimi tre decenni, contribuendo a un totale nazionale di 1.281 casi al 5 marzo, superando la metà del totale per tutto il 2023 (2.283 casi). Eliminazione significa nessuna trasmissione in corso per oltre un anno. La situazione attuale minaccia questo status, con dodici focolai segnalati negli Stati Uniti solo quest’anno, tra cui Arizona, Texas e Utah.
L’epidemia è iniziata a ottobre ed è stata concentrata nella contea di Spartanburg, dove i bassi tassi di vaccinazione nelle scuole e negli eventi sociali durante le vacanze invernali hanno alimentato una rapida diffusione. Anche le chiese sono state identificate come luoghi di esposizione.
Perché è importante
Si pensava che il morbillo fosse stato debellato negli Stati Uniti, ma il calo dei tassi di vaccinazione ha reso possibili epidemie come questa. La malattia è altamente contagiosa e può portare a gravi complicazioni, tra cui polmonite e gonfiore del cervello. Oltre il 93% dei casi della Carolina del Sud riguardava individui non vaccinati, la maggior parte dei quali riguardava bambini sotto i 18 anni.
Il ritardo nella diagnosi – i sintomi compaiono 1-2 settimane dopo l’esposizione, con l’eruzione cutanea che si sviluppa più tardi – contribuisce alla diffusione dell’epidemia. Questo ritardo evidenzia l’importanza di una risposta rapida e di una sensibilizzazione in materia di salute pubblica.
Aumento delle vaccinazioni e rischi futuri
L’epidemia ha provocato un’impennata delle vaccinazioni. La contea di Spartanburg ha registrato un aumento del 133% delle vaccinazioni contro il morbillo a febbraio (900 dosi aggiuntive), mentre lo stato ha somministrato complessivamente 7.000 dosi in più (un aumento del 70%).
Nonostante questo miglioramento, l’epidemiologa statale Linda Bell avverte di potenziali recrudescenze, in particolare con i viaggi per le vacanze di primavera che iniziano a marzo e aprile. Inizialmente i modelli prevedevano un’epidemia di sei mesi, ma la situazione potrebbe risolversi prima.
“Rimaniamo preoccupati e dobbiamo essere consapevoli del fatto che possiamo vedere i casi aumentare nuovamente rispetto al numero basso che stiamo vedendo ora.”
L’epidemia sottolinea la vulnerabilità della salute pubblica quando i tassi di vaccinazione diminuiscono ed evidenzia la continua necessità di vigilanza contro le malattie prevenibili.















