I recenti sviluppi rivelano una tendenza inquietante: la crescente sovrapposizione tra pratiche commerciali di dati, intervento eccessivo delle forze dell’ordine e sorveglianza governativa incontrollata. Dall’Immigration and Customs Enforcement (ICE) che cerca aggressivamente strumenti di dati avanzati al Dipartimento della salute e dei servizi umani (HHS) che utilizza l’intelligenza artificiale per prendere di mira i destinatari delle sovvenzioni sulla base di basi ideologiche, il confine tra sicurezza pubblica e repressione politica si sta rapidamente offuscando.
L’espansione delle capacità di sorveglianza
L’ICE sta esplorando attivamente come gli strumenti “ad tech” e “big data” possano essere integrati nelle indagini, segnalando uno spostamento verso tattiche di sorveglianza di massa precedentemente limitate al settore privato. Questa mossa solleva questioni fondamentali sul giusto processo, sulla privacy dei dati e sul potenziale di abuso. Nel frattempo, i legislatori conservatori stanno spingendo per misure come le tasse sulla pornografia e leggi rigorose sulla verifica dell’età, che i critici sostengono siano incostituzionali e erodano ulteriormente le libertà digitali.
Conformità aziendale e accesso governativo
L’ammissione di Microsoft di fornire le chiavi di crittografia Bitlocker alle forze dell’ordine sottolinea come le aziende tecnologiche collaborino volentieri con la sorveglianza governativa. La Federal Aviation Administration (FAA) ha inoltre limitato i voli dei droni sulle operazioni del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale (DHS), evidenziando la crescente militarizzazione dello spazio aereo nazionale. Queste azioni dimostrano la volontà sia delle aziende che delle agenzie governative di dare priorità alla sicurezza rispetto alle libertà individuali.
Violazioni dei dati e irresponsabilità
Le fughe di dati da app controverse come Tea, una piattaforma in cui le donne recensiscono gli uomini, e il potenziale uso improprio dei dati della previdenza sociale da parte di DOGE sollevano serie preoccupazioni sulla sicurezza e la responsabilità dei dati. Il fatto che gli agenti dell’ICE abbiano ucciso più di due dozzine di persone negli ultimi dieci anni senza affrontare accuse penali illustra ulteriormente un modello di impunità all’interno delle forze dell’ordine.
Disinformazione e manipolazione politica
Gli avvertimenti dell’ex presidente Trump su una “invasione dei Tren de Aragua” sono stati contraddetti dall’intelligence statunitense, che ha descritto la banda venezuelana come impegnata in una criminalità frammentata e di basso livello piuttosto che in una minaccia terroristica coordinata. Ciò evidenzia come la disinformazione possa essere utilizzata come arma per giustificare misure di applicazione aggressive. L’uso di chatbot IA come Grok per generare contenuti espliciti, incluso materiale potenzialmente pedopornografico, pur essendo ancora disponibile sui principali app store, sottolinea i doppi standard nella moderazione dei contenuti.
La lotta per i diritti digitali
Gli sforzi per approvare il Repair Act, che renderebbe più semplice la riparazione dei veicoli dipendenti dal software, rappresentano una resistenza al controllo aziendale sui prodotti di consumo. Tuttavia, le avvertenze del disegno di legge suggeriscono che anche gli sforzi legislativi ben intenzionati possono essere compromessi.
In conclusione, la convergenza tra sorveglianza incontrollata, cooperazione aziendale, uso improprio dei dati e manipolazione politica rappresenta una grave minaccia per le libertà civili. La traiettoria attuale richiede maggiore trasparenza, responsabilità e garanzie legislative per proteggere i diritti fondamentali di fronte al crescente potere del governo e delle imprese.














