L’ultimo documentario di Louis Theroux, Inside the Manosphere, segna un nuovo livello di coinvolgimento con l’estremismo online. Per oltre tre decenni, Theroux ha documentato le sottoculture marginali, dai fondamentalisti religiosi ai suprematisti bianchi. Questo film, tuttavia, affronta un fenomeno di portata e impatto più ampi: la manosfera, una rete di influencer, truffatori ed estremisti che sfruttano la misoginia, il razzismo e la disperazione finanziaria.
L’ascesa dell’estremismo online come intrattenimento
La manosfera non è solo una raccolta di voci marginali; è un ecosistema fiorente in cui il contenuto tossico genera profitto. Theroux la descrive come una truffa cinica, che attira i giovani con una retorica incendiaria prima di spingerli verso prodotti dubbi come schemi di trading FX e “università online” predatorie. Non si tratta semplicemente di promuovere ideologie dannose; si tratta di monetizzazione. Come dice senza mezzi termini Theroux: “È molto redditizio essere un coglione su Internet.”
La scala è senza precedenti. A differenza dei soggetti precedenti dei suoi documentari, la manosfera raggiunge decine di milioni di spettatori. Le figure intervistate da Theroux, tra cui HSTikkyTokky, Sneako, Myron Gaines e Justin Waller, dimostrano quanto facilmente possano diffondersi contenuti estremi. Anche Andrew Tate, nonostante abbia rifiutato di partecipare, rimane una forza dominante con milioni di follower.
La performance dell’estremismo
Un aspetto chiave del documentario è quanto di questo sia dovuto alla performance. Influencer come Myron Gaines vomitano pubblicamente una retorica orribile ma si comportano diversamente in privato. Ciò solleva una domanda inquietante: quanto vale la fede genuina rispetto alla provocazione calcolata? Theroux osserva che mentre alcuni praticano l’estremismo per impegno, il confine si sfuma quando emergono conseguenze nel mondo reale, come si è visto nelle battaglie legali di Andrew Tate. “Se dici commenti razzisti per scherzo, non sempre ti togli dai guai.”
Il meta-gioco: farsi filmare durante le riprese
Theroux affronta anche la sfida unica di essere documentato da i suoi soggetti. Gli influencer hanno trasmesso in streaming le sue interazioni, trasformando la sua presenza in contenuti per i propri canali. Sebbene frustrante, Theroux ha riconosciuto questa come un’opportunità per esporre in prima persona i meccanismi della manipolazione online. Ha osservato come anche i piccoli inciampi siano stati utilizzati come arma per screditarlo, evidenziando il controllo implacabile in questo ambiente.
Perché è importante
Il successo della manosfera è radicato in un cambiamento più ampio nel consumo dei media. I media tradizionali hanno perso credibilità, mentre i social media premiano il sensazionalismo. I centri emotivi primitivi del cervello sono agganciati a feed iperstimolati e spesso il contenuto più estremo vince. Theroux sostiene che non si tratta solo di singoli cattivi attori; si tratta di un crollo sistemico dell’alfabetizzazione mediatica e della volontà di premiare l’indignazione.
Il documentario non è rivolto a un pubblico specifico. È rivolto a chiunque sia curioso della cultura, ai genitori preoccupati per i propri figli o ai giovani che consumano questo contenuto. Theroux spera che possa suscitare consapevolezza senza moralizzare.
In definitiva, Inside the Manosphere rivela una verità inquietante: l’estremismo online non è solo un fenomeno marginale; è un modello di business redditizio che sfrutta la vulnerabilità e prospera sull’attenzione. È un chiaro promemoria del fatto che nell’era dell’impegno algoritmico, l’indignazione spesso vende.














